Mauri Insup

Il nostro campionato “Italian SUP League” è oggi lieta di presentarvi un vero appassionato di Stand Up Paddle che risponde al nome di Maurizio Candino. Naturopata milanese ma con lo spirito di vero Paddler metropolitano, noto sui social come Mauri Insup!
Buona lettura:

-Nome
Maurizio
-Data di nascita
16/12/1962
-Dove vivi
A Milano
-Cosa fai nella vita?
Sono Naturopata e mi occupo anche di formazione e informazione nell’ambito delle medicine complementari.
-Come ti sei avvicinato al sup ?
L’acqua è il mio elemento naturale preferito e ho sempre praticato sport d’acqua (nuoto, sci nautico, canottaggio, surf, windsurf, canoa) e poiché non sempre il vento e le onde mi assistevano ho deciso di fare un corso di avvicinamento al SUP e, da ex canottiere, me ne sono innamorato subito.
-Cosa ti ha spinto al mondo delle gare?
Non ho mai avuto un carattere agonista, la gara per me non è altro che l’obbiettivo per allenarmi. Se ho una data di partecipazione ad una gara sono più motivato ad allenarmi e a spingermi oltre. In più le gare per me sono un ottimo momento di incontro e confronto con altri atleti da cui c’è sempre da
imparare.
-Che tipo di tavole da Sup usi?
Attualmente uso una tavola race 12’6 rigida e una tavola gonfiabile 10’6 allround.
La tavola 12’6 è una Starboard All Star del 2016 (Starboard Stand Up Paddle Surfing) e ho scelto quella marca e quel modello in quanto avendola comprata usata ho ritenuto fosse il miglior rapporto qualità prezzo. In più l’ultima mia tavola da windsurf era una Starboard. Per il gonfiabile 10’6 invece ho scelto SAFE Sup international nel modello easy ride fly 2017 poiché avendola comprata nuova e già testata precedentemente, si avvicinava di più alle caratteristiche che cercavo.
-Sei sponsorizzato da qualche azienda o hai delle partnership commerciali?
Non sono sponsorizzato da nessuna azienda ed al momento sono in trattative per alcune partnership commerciali.
-Dove ti alleni solitamente?
Solitamente mi alleno sul Naviglio Grande e all’Idroscalo e spero quest’anno di poter fare più uscite in mare.
-Ti alleni da solo o in compagnia di qualcun altro?
Di solito mi alleno in compagnia, sia per ragioni di sicurezza sia per potermi confrontare con chi ha tavole diverse dalla mia e tempi e tecniche diverse.
-Com’è la vita da paddler metropolitano?
La vita del Paddler metropolitano, confrontata con chi si allena al mare o sul lago, è un po’ avvilente…ma quando percorri il Naviglio Grande e chi passa ti sorride, ti incita, ti guarda perplesso, ti chiede informazioni, ti scatta delle foto o solamente ti fa capire che un po’ ti invidia, diventa gratificante non solo per te stesso, ma anche per la tua città dove è possibile comunque praticare questo sport. Di solito in settimana si esce nelle ore più calde per un allenamento che dura circa 1 ora e mezza (circa 8 Km partendo dalla Canottieri San Cristoforo verso la Darsena andata e ritorno, con diversi giri in Darsena) e poi finito l’allenamento via verso i propri impegni, in attesa del sabato o della domenica dove si ha un po’ più di tempo.
-Sei uno spirito libero senza peli sulla lingua. Dicci cosa miglioreresti del paddling in Italia e in particolare di ISL:
Effettivamente potrei considerarmi uno spirito libero e a volte, per aver detto ciò che pensavo senza nessun filtro, ho avuto qualche discussione. Per quanto riguarda ISL, nel 2017 non sono riuscito a fare molte gare e ciò che consiglierei è di poter fare più tappe anche nella mia regione (Lombardia) e magari in situazioni di acqua piatta, garantendo sempre la massima sicurezza e la massima professionalità agli atleti sia per quanto riguarda lo svolgimento della gara che il dopo gara. Partecipare ed organizzare le gare è costoso lo so, però si dovrebbe cercare di contenere i prezzi d’iscrizione alle singole gare e all’intero campionato ISL, in modo da permettere anche agli amatori e non necessariamente amatori di poter partecipare, garantendo anche a loro dei piccoli premi differenziati per più categorie. Vista la mia età e visto che gareggio negli over 40, forse per rendere le gare più equilibrate avrei istituito anche una categoria over 50, poiché gareggiare con gente che ha 10 anni meno di te vuol dire che difficilmente si arriva a salire sul podio. Quest’anno ho visto che si son tentate di fare delle gare anche con la formula del triathlon…bella spettacolare, ma anche qui per pochi eletti e poi che senso ha se è già difficile avere atleti che partecipino solo al Sup.
L’idea di avere un circuito anche invernale, per esempio, non sarebbe male e in località facilmente accessibili e praticabili in condizioni meteo anche avverse.
Per quanto invece riguarda il Paddling in Italia sarei dell’idea di abbandonare ogni ambizione personale ed economica e concentrarsi su cercare di unificare il Sup sotto l’egida di unica federazione riconosciuta sia a livello nazionale che internazionale e che possa permettere a tutti di potersi avvicinare al SUP. Sono consapevole che ISL abbia cercato in tutti i modi un dialogo per questo, ma non bisogna mai rinunciare a cercare condivisioni….
-Come si interseca il tuo lavoro con la tua passione per il mare?
Vivendo a Milano, ma essendo nato in una città di mare, cerco nel mio piccolo ogni tanto di fuggire verso le mete marine più vicine della Liguria e a volte non necessariamente per fare Sup, ma solo per stare vicino al mio elemento più naturale e potermi ricaricare dalle fatiche settimanali. Non sempre infatti riesco ad allenarmi al mare….purtroppo!
-Abbiamo visto che sul tuo profilo Facebook sei molto impegnato nel mantenere puliti i Navigli Milanesi; credi che tutti noi amanti degli sport acquatici dovremmo impegnarci di più e dare il buon esempio alla popolazione??
Sicuramente chi pratica sport dove la natura è l’elemento principale deve, prima di tutto, avere rispetto per la natura stessa ed esserne esempio. Se è vero che è l’amore che muove il mondo, amare e rispettare la natura è la soluzione migliore per cercare di riportare le persone a livelli “civili”. È doloroso pagaiare sul Naviglio Grande ed osservare sul fondo, bici, posate, cartelli stradali, bicchieri, bottiglie, lavatrici, pc, e quant’altro, poiché ti rendi conto di quanto l’inciviltà sia diffusa. Spesso durante gli allenamenti mi fermo a raccogliere tutto ciò che sta galleggiando a pelo d’acqua e appena posso mi fermo e lo deposito nel cestino più vicino. Perché lo faccio? Perché se qualcuno mi dovesse vedere nel compiere questo, magari un senso di colpa gli verrebbe o magari anche lui potrebbe imitarmi, non nel Naviglio, ma per strada.
-Ti sei divertito a partecipare agli eventi ISL?
Per me ogni evento dell’ISL è sempre divertimento, amicizia, sorrisi, battute e la partecipazione mia agli eventi è primariamente per divertimento più che cercare il podio…
-Prospettive future? Nuove avventure?
Prospettive future: riuscire ad avere una nuova tavola race più competitiva, ovviamente!
Nuove avventure: un corso di Sup da onda non sarebbe male….

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Our “Italian SUP League” championship is pleased to present you a true fan of Stand Up Paddle which responds to the name of Maurizio Candino. Milanese naturopath but with the spirit of a true metropolitan Paddler, known on the social as Mauri Insup!
Enjoy the reading:

-First name
Maurizio
-Date of birth
16/12/1962
-Where do you live
In Milan
-What do you do in life?
I am a Naturopath and I also take care of training and information in the field of complementary medicines.
-How did you approach the sup?
Water is my favorite natural element and I have always practiced water sports (swimming, water skiing, boating, surfing, windsurfing, canoeing) and since the wind and waves were not always present, I decided to take an approach course at SUP and, from ex-singers, I immediately fell in love with her.
-What did you push yourself to the racing world?
I’ve never had an agonist character, the race for me is nothing more than the goal to train. If I have a date of participation in a race I am more motivated to train and push myself further. In addition, the races for me are a great time to meet and compare with other athletes from which there is always from
learn.
-What kind of tables do you use?
I currently use a rigid 12’6 race board and a 10’6 allround inflatable board.
The 12’6 table is a Starboard All Star of 2016 (Starboard Stand Up Paddle Surfing) and I chose that brand and that model because having bought it used I thought it was the best value for money. Plus my last windsurf board was a Starboard. For the inflatable 10’6 instead I chose SAFE Sup international in the model easy ride fly 2017 because having bought it new and already tested previously, it was closer to the characteristics I was looking for.
– Are you sponsored by some company or do you have business partnerships?
They are not sponsored by any company and are currently in negotiations for some commercial partnerships.
-Where do you usually train?
Usually I train on the Naviglio Grande and all’Idroscalo and I hope this year to be able to make more trips at sea.
Do you train alone or in company with someone else?
Usually I train in company, both for security reasons and to be able to compare with those who have different tables than mine and different times and techniques.
-What is life as a metropolitan paddler?
The life of the metropolitan Paddler, compared with those who train at the sea or on the lake, is a bit disheartening … but when you walk the Naviglio Grande and who passes you smiles, incites you, looks at you puzzled, asks you for information, shoots you of photos or just makes you understand that a little ‘envy you, becomes gratifying not only for yourself, but also for your city where you can still practice this sport. Usually in the week you go out in the hottest hours for a workout that lasts about 1 hour and a half (about 8 km starting from the San Cristoforo Canottieri towards the Darsena round trip, with several laps in the Darsena) and then finished the training via your commitments, waiting for Saturday or Sunday where you have a little more time.
-You are a free spirit with no hair on your tongue. Tell us what would you improve about paddling in Italy and in particular ISL:
Actually I could consider myself a free spirit and sometimes, for having said what I thought without any filter, I had some discussion. As for ISL, in 2017 I was not able to do many races and what I would recommend is to be able to make more stops in my region (Lombardy) and maybe in situations of flat water, always guaranteeing maximum safety and maximum professionalism to the athletes both as regards the race and the race. Participating and organizing the races is expensive I know, but you should try to limit the registration prices for the individual races and the entire ISL championship, so as to allow amateurs and non-amateurs to participate, also guaranteeing them of the small prizes differentiated for more categories. Given my age and seeing that I compete in over 40, perhaps to make the races more balanced I would also set up an over 50 category, since competing with people who is 10 years younger than you means that it is difficult to get on the podium. This year I have seen that they are tempted to make races with the formula of triathlon … beautiful spectacular, but even here for a select few and then what sense if it is already difficult to have athletes who participate only in the Sup.
The idea of ​​having a winter circuit, for example, would not be bad and in places easily accessible and practicable in adverse weather conditions.
For what concerns the Paddling in Italy I would have the idea to abandon all personal and economic ambition and concentrate on trying to unify the Sup under the aegis of the only federation recognized both nationally and internationally and that can allow everyone to get closer at the SUP. I am aware that ISL has tried in every way a dialogue for this, but we must never give up looking for shares ….
-How does your work intersect with your passion for the sea?
Living in Milan, but being born in a seaside town, I try in my small way every now and then to flee to the nearest marine destinations in Liguria and sometimes not necessarily to do Sup, but only to stay close to my most natural element and recharge from the weekly labors. Not always in fact I can train at the sea …. unfortunately!
-We have seen that on your Facebook profile you are very busy in keeping the Milanese Navigli clean; do you think all of us water sports lovers should work harder and set a good example for the population?
Surely those who practice sport where nature is the main element must, first of all, have respect for nature itself and be an example. If it is true that it is love that moves the world, loving and respecting nature is the best solution to try to bring people back to “civil” levels. It is painful to paddle on the Naviglio Grande and observe on the bottom, bikes, cutlery, road signs, glasses, bottles, washing machines, PCs, and so on, since you realize how incivility is widespread. Often during training I stop to collect everything that is floating on the water and as soon as I can I stop and deposit it in the nearest basket. Why do I do it? Because if someone should see me doing this, maybe a sense of guilt would come or maybe he could imitate me, not in the Naviglio, but in the street.
– Did you enjoy participating in ISL events?
For me every ISL event is always fun, friendship, smiles, jokes and my participation in the events is primarily for fun rather than seeking the podium …
-Future perspectives? New adventures?
Future prospects: being able to have a new, more competitive race board, of course!
New adventures: a course of Sup from wave would not be bad ….

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